martedì 5 ottobre 2010

Scrivere e ancora scrivere.
Una sola e assillante richiesta proveniva dal mio cervello.
Mi chiedevo e tutt'ora mi chiedo, qual'è il modo?
Qual'è il mio modo, perchè parliamoci chiaro qui è tutta e soltanto una questione di stile.
Allora poi sarebbe troppo facile, servirebbe solo qualcosa da dire, che tutti, anche chi non ha letto almeno un centinaio di libri in vita sua, iniziasse a scrivere.
In fondo poi tutti scriviamo, ma fare informazione no, quella è un altra cosa.
Ora me ne sto seduta qui difronte ad una pagina nuova, grigiastra direi dai riflessi che si proiettano sulla mia retina e in tutta sincerità mi sta venendo una paura bestia, perchè cari miei, mettere a nudo ciò che sono e penso attraverso le pagine di un' enorme motore di ricerca, a me spaventa un pò, ancora una certa intimità protegge i miei pensieri e li culla, tenendoli lontano dal resto del mondo.
Ed infatti questo non sarà il mio diario, ma solo un luogo dove tutto ciò che attrae, sfiora ed emoziona il mio cervello, potrà qui trovare voce per esprimersi.
Penso a tutti gli amici che se ne stanno a spasso per il mondo ognuno con i suoi validi motivi, con storie ed esperienze diverse. Lontani da casa per mesi o anni, tutti hanno iniziato con il tenere un blog, con il tenere un diario, usato come filo invisibile tra loro e un tempo remoto, fatto di famiglie, abitudini e passatempi.
Ognuno si è raccontato, alcuni con stupore si sono scoperti veri scrittori della loro stessa vita, altri hanno solo lasciato un impronta, nell'incommensurabile mare della rete.
Allora qui il problema diventa non tanto avere qualcosa da dire, ma se lo si vuole rendere pubblico.
Io mi faccio tante domande, sul mondo, sullo scorrere del tempo, sulla religione e le culture.
Chi mi conosce sa che ho sempre un pensiero su tutto, è difficile che mi metta in un angolino, in silenzio.
L'amicizia e l'amore fino ad oggi mi hanno dato la possibilità di esprimermi, sono stati il teatro dei miei no, verso le ingiustizie e della mia travolgente passione verso le cose speciali che tendo a mimetizzare, dietro a fasulle gioie.
Qualcuno mi rimprovererà per questo, ma amo le cose dal sapore semplice, che percepisco come una stratificazione di muschi e i licheni, dai colori brillanti e vividissimi, ma anche freddi e polverosi come gli oggetti di un tempo passato. Quindi a questo punto dove sta la semplicità?
In quale angolo di me si nasconde?
Vivo una costante sesazione di pressione su quello che dovrei fare ed invece non faccio, allora oggi il blog assolve quel bisogno e canalizza parte della mia energia in qualcosa di buono per il mio io interiore.
Lo faccio come terapia, una sorta di sgualcito redymade, ma ahimè ogni tanto funziona e allora perchè non tentare???
Alla ricerca di un qualche appiglio, se in questo mare così vorticoso, incontrerò sulla mia rotta, voci e orecchie pronte a tessere una vera rete umana di ascolto, fatta di coscienza e risveglio.
A tutti, per tutti, suerte