Forse questa neve non vi farà particolarmente sorridere, o forse vi renderà semplicemente difficile, svolgere le ultime pazze commissioni, prima del mega pranzo natalizio.
Eppure tra i palazzi grigi della periferia, si accendono le strade di un'atmosfera, sommessa e raccolta.
Sotto le luci dei lampioni giallo ocra, un turbinio di fiocchi spumosi, inscenano la loro danza circolare, creano vortici di candida forma e si posano frettolosi, sui nasi dei pochi che, lasciati da parte i pensieri più urgenti, hanno deciso di fermarsi ad ascoltare.
Il traffico e i suoi rumori, diventano vaghi , come un eco a mille chilometri di distanza e solo così il cuore, viene investito dal vero senso del Natale.
Nel silenzio, passeggia anche un bambino arrivato da poco in città, divertito dallo strano avvenimento. La caduta di buffe palline bagnate dal cielo, lo elettrizza e un pò lo spaventa.
Dopo qualche passo, sente la cuffia inumidirsi e corre al riparo, sotto ad portico, nelle vicinanze della chiesa più bella della città.
La pianta circolare della pizza in mattoni rossi, si riempe poco alla volta, ombrelli e cappelli, guanti e cappotti pesanti, qualche cane libero e tanti bambini come lui, si rincorrono, giocando e divertendosi.
Fermo, abbracciato ad una colonna, osserva con occhi di stupore, tanta serenità.
Tutto appare perfetto, immobile e velocissimo, ma così bello; sopraffatto da tanto desiderio, decide di buttarsi nel centro della piazza e insieme agli altri, giocare a questo gioco che non conosce.
Nella corsa, tra i sorrisi , si ricorda della terra rossa come quei mattoni che calpesta, di un villaggio assolato e pieno di bambini e cani che corrono liberi, dove tra i tanti volti, scorge anche quello del suo migliore amico.
Il bambino, adesso non ha più paura, nessun luogo è mai stato così lontano e vicino allo stesso tempo, solo per un giorno si sente lo stesso.
I rumori assordanti non ci sono più, solo la terra parla e fa rumore, l'uomo come il bambino , ne fa di nuovo parte, come in una tregua rispettosa.
Il cerchio si stringe, in un labirinto di mani e odori, si balla insieme, tutti con il naso all'insù, con i fiocchi bianchi che pizzicano il naso e colorano di rosso le guance.
Il bambino sa di essere in un luogo giusto, quel cielo piatto gli ha restituito la sua casa, nessuna differenza, solo tanti nuovi amici e la voglia di non avere più paura.
Ora, riapro gli occhi e davanti a me, il bianco che appesantisce i tetti dell città mi fa sorridere, allo stesso modo cerco di costruire quel cerchio che unisce, avvicina e scalda.
Per raggiungere la mano del vicino, basta solo allungarla con maggior slancio.
Buon Natale




