sabato 23 luglio 2011

Silenziosa lentezza

Eppure lo sapevo. Tornando sulla strada di casa, lasciando dietro di me un dolcissimo paesaggio collinare, verde luce, camminavo lenta. Come lenti e regolari erano i respiri, che passo dopo passo, mi stritolano le budella dello stomaco.
Gorgogliava la mia pancia e sapevo che quando dialogava con la parte superiore del mio corpo in questo modo, allora il cambiamento era vicino.
Mi aspettava sulla porta di casa, con le braccia lungo i fianchi e la testa un pò inclinata sul lato; cercando con gli occhi di vedere al di là del muro che sbarrava, feroce, la vista sul mare.
Velluto blu oceano, con le squame di luce e i brilli del sole riflessi sulla superfice morbida. Così me la ricordo, la brezza sottile le arruffava i capelli lattiginosi, a volte sorrideva.
Eppure mi incantava. Attenta nel sollevare poca polvere, camminava in cerchio tra il terrazzo e la cucina, come un randagio che cerca un riparo dove accucciarsi, timorosa nei gesti, misurata nell'affetto, seria.
Poi successe qualcosa che splendida la trasformò. Tra i giochi di luce delle tappezzeria a fiori, le sfuggì un sorriso, quasi una burla alla sua fierezza, un guizzo di follia le colorò gli occhi appannati e poi da li un dolce percorso la cullò fino alla porta segreta della vita. Laggiù in fondo, dove finalmente si riesce, con gesti pesanti della mano, a chiudere il cerchio imperfetto che rende unico l'essere umano. Oggi ti penso, a come ti ho salutato due mesi fa, alla tua bocca, che non riusciva a stare ferma un minuto, per il troppo ridere, al rumore delle cartine in plastica delle caramelle, che precedevano il tuo piede affaciarsi sulla soglia della mia stanza. Alla curva morbida e rossa del maglione in lana che ti abbracciava fedele, ai tuoi occhi oceano, che tornavano fanciulli a correre nei prati di montagna.
Nessun luogo é lontano, questo lo so, ma ti aspetto tornare dal tuo viaggio. Quello della vita, che ora ti vuole vulnerabile e stanca ma che ti abbraccia forte come un respiro profondo, che profuma di violette e lavanda. Spogliati da questi abiti che ormai non ti servono, abbandona questo vivere stanco, con quegli occhi che parlano confusamente, con quel cuore che ancora ti sussurra. Camminavi al mio fianco e sapevi che sarebbe arrivato il giorno del saluto. Silenziosa lentezza nel tuo avanzare, tra i miei pensieri e tra questo spettacolo di giornata che mi fa emozionare. Ti abbraccio nella memoria e non so come sia vedere dall'altra parte del muro, ma sicuramente ora l'oceano lo vedi con occhi limpidi.



2 commenti:

  1. Ilaria è bellissima e commovente, grazie.....
    un grosso bacio Luciana

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  2. Mio dio ma brava Ila, è terribilmente sapiente quello che hai scritto una piena e triste gioia di parole, mi hai fatto venire la pelle d'oca è troppo bello!!! Hai mescolato molto bene le parole i paesaggi è come avessi sentito tutti i rumori e profumi del tuo racconto, sarà che in questo periodo sono molto ricettivo ma ad ogni modo penso che rileggerò spesso queste parole perchè sono tra le più belle che abbia letto fino ad ora!!! Complimenti veramente
    PS: ne avrei da parlare ma mi limito a questo poche righe!!!Appunto in silenzio godo di così tante emozioni in questo tuo racconto, grazie!!!

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